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Scavi di Ercolano

Herculaneum, l’antica città fondata da Ercole, come Pompei fu devastata dalla furia del Vesuvio, ma oltre la coltre di ceneri e lapilli, la città fu colpita da un violento maremoto, ricoprendo l’intera città di fango, lapilli e detriti. Con il tempo il fango solidificandosi ha permesso di sigillare e paradossalmente conservare l’antica città.

Gli scavi iniziati sistematicamente  da Carlo III di Borbone nel 1738 furono condotti a più riprese fino al 1875, hanno messo in luce solo un piccola porzione della città antica, il resto rimane seppellito al di sotto dell’attuale insediamento urbano.

Il primo rinvenimento fu del tutto fortuito, la fortuna premiò un audace contadino della zona, che durante i lavori di ampliamento di un pozzo per l’irrigazione del suo orto s’imbattè in alcuni pezzi di marmo pregiato, che portarono alla scoperta del Teatro di Ercolano.

Il centro abitato dell’antica città fu costruito su un pianoro vulcanico a strapiombo sul mare e collocato alle pendici del Vesuvio, la superficie complessiva della città racchiusa dalle mura è di circa 20 ettari, della quale sono ora visibili a cielo aperto circa 4,5 ettari. La gran parte del parco archeologico visitabile è costituita, ad eccezione delle terme e della palestra, da abitazioni private di età imperiale e da case con impianto tradizionale, caseggiati plurifamiliari, grandi residenze che sviluppano parte dei loro quartieri in posizione panoramica a picco sul mare ed a cavallo delle mura.

Alcune novità sono emerse negli ultimi venti anni, durante le ricerche è stata esplorata l’antica spiaggia della città, coincidente con la fascia più meridionale dell’area archeologica. In questa zona sono stati riportati alla luce dodici ambienti con ingresso ad arco, si trattava di ricoveri per barche e magazzini, all’interno di questi ambienti sono stati ritrovati scheletri di molti Ercolanesi in fuga dall’eruzione, i quali cercarono di ritrovare un furtivo riparo dalla furia del Vesuvio proprio in questi ambienti.

Un’ immagine e un contesto suggestivo, che rende la piccola Ercolano, spettacolare, preziosa e incredibilmente unica.

…Va considerata come una città e non come una miniera di opere d’arte, una città minore e diversa da Pompei, ma non per questo meno importante, con la sua fisionomia urbanistica, con la sua civiltà e quel che più importa con il suo volto umano…
Amedeo Maiuri 

 

 

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